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EFSA: relazione su residui e contaminanti negli alimenti

L’EFSA ha pubblicato una relazione (dai rapporti annuali il 2014/2015) su residui di pesticidi, farmaci veterinari e contaminanti negli alimenti, ma a differenza delle “solite” relazioni, questa è stata studiata per il grande pubblico, non addetto ai lavori. Questa relazione dell’EFSA intende dare al pubblico dei non specialisti una visione equilibrata dei risultati del monitoraggio dei livelli di sostanze chimiche riscontrate negli alimenti, che viene eseguito su base annuale nell’UE. Il rapporto fornisce il contesto che  a volte manca quando i media citano esempi di sostanze chimiche negli alimenti. Ad esempio le analisi EFSA dei dati raccolti in tutta Europa mostrano che il superamento dei limiti ufficiali è l’eccezione piuttosto che la regola; senza però mai dover abbassare la guardia verso quelli che giocano con la salute umana.

Tali dati forniscono la base scientifica delle decisioni assunte delle autorità nazionali ed europee responsabili della sicurezza alimentare e/o della salute pubblica. Inoltre aiutano a misurare l’impatto dei controlli in essere, capire se sono necessarie nuove valutazioni in termini di sicurezza o se occorrono misure di controllo, oltre che a stabilire le priorità per le future attività di finanziamento alla ricerca e raccolta dati.

La Commissione ha chiesto all’EFSA di includere delle “istantanee” dell’importante lavoro che svolge ogni anno sui residui di pesticidi negli alimenti e sui residui di farmaci veterinari in animali e alimenti di origine animale. Inoltre ha chiesto di includere i risultati di recenti relazioni prodotte ad hoc sui contaminanti chimici negli alimenti.

Lo studio sui residui di pesticidi è rassicurante: il 97.4% di 80967 alimenti campione prelevati nel 2013 rientrano nei limiti legali. Sono stati presi in considerazione 685 pesticidi e gli alimenti dai 27 Stati Membri della UE più Islanda e Norvegia. Il 54.6 % è risultato NEGATIVO a qualsiasi residuo di pesticidi.

Il 92,7% di campioni di alimenti per l’infanzia sono risultati essere privi di residui rilevabili; 11 campioni (0,7% dei 1.597 campioni analizzati) superano i limiti di legge. La maggior parte dei campioni di prodotti di origine animale (88% dei 8257 campioni) erano privi di residui misurabili.

Lo studio di residui di farmaci veterinari (legali e illegali) risale a Giugno 2014 e comprende animali e alimenti di origine animale, in particolare: bovini, suini, ovini e capre, cavalli, pollame, conigli, cacciagione fattoria, selvaggina, prodotti dell’acquacoltura, latte, uova e miele.

Bovini
Poco meno del 0,5% di tutti i bovini prodotti per alimenti (compresi carne e latteria) sono stati testati nel 2012. Solo 262 (0,2%) di più di 130.000 campioni esaminati erano non conformi. I metalli pesanti sono la causa di 78 campioni non conformi, seguiti dagli antibiotici con 61 campioni (di cui 12 solo per l’ossatetrociclina). E 44 campioni per i corticosteroidi.

Suini
Un gran numero di suini viene allevato nella UE ogni anno (246 milioni nel 2012 rispetto ai 26 milioni di bovini) e lo 0,05% di essi sono stati esaminati. Dei 130.000 campioni prelevati da maiali, 279 erano non conformi (0,21%). I metalli pesanti hanno rappresentato 149 non conformità delle 279, la maggioranza dei quali solo per il rame; 60 campioni per antibiotici, di cui i sulfamidici erano le sostanze più segnalate. E 31 campioni positivi agli steroidi.
Bovini e suini sono solo un esempio dell’immenso lavoro svolto dall’EFSA, che approfondisce anche la contaminazione di arsenico nelle acque e negli alimenti, che comunque desta preoccupazione.
L’EFSA sottolinea i limiti di questa pubblicazione, pur essendo estesa, è pur sempre una fotografia, che dimostra comunque il controllo delle Autorità sulle produzioni, anche se gli studi continuano, per poter migliorare sempre di più la qualità di ciò che mangiamo.